VERDETO, 16 Settembre 2018

Cari Soci, cari Ospiti,

gli incontri di Verdeto aprono e chiudono l’anno sociale della nostra Associazione EUMENIDI.

Essi rappresentano un’occasione importante di conoscenza reciproca, di socializzazione intergenerazionale, di riflessione su tematiche di primaria importanza per l’acquisizione di una maggior consapevolezza del nostro essere-nel-mondo, a partire dalla formulazione delle domande di senso e dai tentativi di fornire risposte coerenti con la realtà.

Abbiamo insieme trattato l’argomento del significato della bellezza, della potenza delle immagini che la raffigurano, del desiderio che è costitutivo della nostra natura e indirizza la nostra vita, dell’aspirazione alla felicità che richiede un orientamento e una disciplina per non raffreddarsi. La condivisione di gioie e dolori, l’essere insieme nell’affrontare alcune durezze della vita con senso di responsabilità, ci hanno aiutato a comprendere come la malattia, il disagio psichico e spirituale si manifestano in un Io privo di unità e di percezione della sua identità. Laddove si oscura o si cancella l’individualità irripetibile della persona (come nelle dittature e in tutte le forme di violenza e di dipendenza da alcool e sostanze), tutto naufraga nel nulla, nell’annientamento nirvanico, e nessun affetto, nessun pensiero, nessuna azione hanno valore. La nostra società è afflitta dalla paura, dall’inquietudine, dal pensiero debole, dallo scarso o nullo senso di responsabilità, dal senso di colpa inappropriato.

Solo la tensione verso l’individuazione e la ricerca di senso orientano verso una vera felicità.

Ci siamo chiesti allora come possiamo vivere una vita pienamente umana, rafforzando la nostra identità personale, e abbiamo discusso il complesso argomento delle emozioni e della ragione che ci chiamano ad agire nella vita quotidiana.  Ciò implica delle scelte che hanno una connotazione “morale”:  su che base diciamo che un’azione è bene e un’altra invece è male? Alla luce dell’atmosfera che respiriamo, impregnata di relativismo ed emozionalismo, saremmo portati a rispondere che decidiamo emotivamente e agiamo di conseguenza le nostre inclinazioni. Abbiamo invece stabilito che per orientare la vita verso la felicità servono le virtù. Se le virtù divengono un patrimonio personale, prevale l’etica che si fonda sulla persona e non sulla norma, l’etica che ha un telos, soprattutto se trascendente: essa forma un uomo completo, virtuoso, non solo rispettoso delle norme della convivenza.

Abbiamo dato una risposta individuale al modo con cui affrontiamo la realtà, all’uso che facciamo delle nostre risorse anche nei momenti difficili, disarmonici dell’esistenza.

Ci siamo trovati d’accordo sull’importanza di “essere attenti” alla contingenza e di imparare a leggerne il senso immediato e il senso più profondo, esistenziale, la cui negazione è fonte di ansia noogena (l’ansia generata dal dubbio dell’assenza di senso –nous– della vita).

Abbiamo identificato nel discernimento, inteso come la facoltà di effettuare delle scelte in conformità con le nostre esigenze profonde, la qualità necessaria per comprendere il senso degli avvenimenti della vita e il senso più specifico della circostanza che stiamo vivendo.

Il percorso, tutt’altro che facile e non privo di responsabilità, trova il suo centro nell’Io di ciascuno. Abbiamo risposto individualmente a ciò che ci definisce come Io, al “luogo” dove risiede il nucleo della persona, e alle modalità con cui l’Io si esprime nella esistenza quotidiana: modalità di apertura (io à ) e confronto con gli altri, o invece di chiusura e nascondimento.

Resta un lungo cammino culturale e personale da compiere, insieme.

Dopo la sintetica presentazione da parte del Presidente, si svolge una proficua discussione fra i presenti. Tutti i Soci esprimono una scelta motivata sugli argomenti che vorrebbero fossero approfonditi nel corso dell’anno sociale.

Sono qui elencati per gruppi di senso:

  1. Identità personale (IP):
  • controllo delle emozioni e IP;
  • controllo della rabbia/ira e dell’impulsività e IP;
  • risentimento e IP;
  • IP e rapporto con gli altri: apparire o essere?
  • IP e ideale del sé;
  • IP e senso di insicurezza, inadeguatezza e di inferiorità;
  • IP: il passaggio dall’Io al Sé;
  • IP e riconoscimento delle risorse personali e delle virtù

    2. Emozioni e Ragione:

  • rapporti fra emozioni e ragione
  • emozioni: riconoscimento del loro modo di esprimersi
  • emozioni, ragione e sentimenti: come si declinano nelle relazioni familiari?

    3. La ricerca di senso, l’etica, il telos esistenziale, il ruolo delle virtù

  • approfondimento culturale dell’argomento
  • umiltà nella relazione con il prossimo
  • obiettivi personali: come definirli e conseguirli?
  • Desiderio e ricerca di senso

L’interesse dei maschi è rivolto prevalentemente al controllo delle emozioni come la rabbia, il risentimento e l’impulsività.

L’interesse delle femmine è rivolto prevalentemente alla relazione fra identità personale e relazioni, all’insicurezza, all’apparenza fisica, al modo con cui costruire l’identità personale in modo sano.

Maschi e femmine desiderano chiarire l’espressione delle emozioni in relazione alle situazioni che le evocano, le modalità per controllarle e il ruolo delle virtù. Come essere leader di se stessi? Come acquisire sicurezza personale?

Il Presidente suggerisce di approfondire le varie tematiche con una modalità fenomenologica, affrontandole cioè non tanto e solo con un approccio culturale, ma trattandole in relazione a situazioni esistenziali reali quali si manifestano nel corso degli incontri dei genitori (Progetto Logos) e dei giovani (Progetto Kalòs).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *